La Storia di Marianna: Il dolore di una relazione (in)finita

Buongiorno a chi mi leggerà,
se ho trovato il coraggio di riferire la mia storia è perché sono veramente disperata e non so come superare la situazione che sto vivendo attualmente.

Ho vissuto una storia di quasi cinque anni con un uomo di 43 anni (4 anni più grande di me) che mi ha fatta innamorare pazzamente e soffrire tantissimo. In cinque anni mi ha lasciata 4 volte, la prima dopo sette mesi, di punto in bianco, via telefono e non facendosi sentire per alcuni giorni prima di comunicarmi la sua decisione… sono rimasta talmente scioccata che ho perso 3 kg in 3 gg, piangevo solo e non volevo alzarmi dal letto.

Vorrei aggiungere che era la prima volta in vita mia che venivo lasciata, nelle precedenti relazioni avevo concluso sempre io le storie, non per sfizio, ma per reali motivazioni. Questa volta invece una motivazione reale non esisteva, lui era sempre stato gentile, generoso, passionale e premuroso… Io e lui viviamo a circa 70 km di distanza, quindi ci incontravamo solo nei fine settimana, lui veniva a casa mia perché io abitavo da sola. La separazione è durata pochissimo, perché lui  si è fatto risentire dopo un mese, dicendomi che era stato affrettato e che in realtà gli mancavo e non credeva che io tenessi a lui così tanto, fatto sta che siamo tornati insieme e dopo tre mesi mi ha lasciata di nuovo, per poi ritornare nuovamente dopo qualche mese.

Devo specificare che il mio ex, quando ci siamo incontrati la prima volta, non aveva una relazione durature da circa 10 anni.  Le cose da lì si sono evolute, mi ha presentato ai suoi genitori, ha iniziato a vivere da solo ed io sono andata per mesi a casa sua nei week-end e nei periodi in cui eravamo in ferie. Ad un certo punto ha ricominciato a cambiare atteggiamento, diventando freddo, antipatico, fastidioso, non gli andava bene nulla di quello che facevo o dicevo e mi ha lasciata nuovamente per la terza volta, adducendo sempre le solite motivazioni…che eravamo diversi, che vivevamo distanti, che si sentiva soffocato, che lui voleva esser libero e soprattutto che non riusciva ad innamorarsi di me!

Devo dire che il io ex cambia atteggiamento da un momento ad un altro e nel giro di qualche giorno matura tale decisione, tutte le volte è stato così! In quell’occasione ho preso tutte le mie cose e me ne sono andata da casa sua, ho sofferto ovviamente, ma ero talmente stufa che ho reagito immediatamente e dopo due giorni ho iniziato un corso di ballo e ho cercato subito di riprendere in mano la mia vita!

Da quel momento non mi sono fatta più sentire, comportamento che avevo adottato anche nelle altre occasioni, se non per andare a riprendermi delle cose che avevo lasciato a casa sua e che deliberatamente lui aveva nascosto per farmi ritornare. Rivederlo è stato straziante anche se mi sono mostrata ai suoi occhi splendida splendente e forte come una roccia. Lui ha comunque continuato a farsi sentire ogni tanto a Natale e nelle altre occasioni (compleanno, festa della donna, Pasqua…) fino a quanto ha voluto rivedermi… Io non lo avevo certo dimenticato, anzi pensavo sempre a lui pur vivendo la mia vita.

È tornato però nel momento in cui mi stavo riprendendo, in cui stavo meglio… e ha ricominciato a corteggiarmi, ha fatto di tutti per riconquistarmi, mi ha detto che se mi cercava nuovamente c’era un motivo, che voleva stare con me per sempre, che aveva capito che gli mancavo e che l’ultima volta che mi aveva lasciato se e era pentito già il giorno dopo… Mi ha implorata in ginocchio. Io da stupida sono tornata con lui, anche se ci ho impiegato parecchio per perdonarlo… ho comunque continuato a stare con lui con il timore continuo di esser nuovamente abbandonata e non sentendomi mai apprezzata completamente, nonostante io sia una donna intelligente e colta e di gradevole aspetto… ho sempre avuto la sensazione che volesse sminuirmi, probabilmente perché lui si sente inferiore a me!

Purtroppo il mio timore si è concretizzato, ha iniziato ad avere all’improvviso il solito atteggiamento da antipatico, ed io ho capito benissimo che stava agendo per farsi lasciare, voleva che lo lasciassi io, quando gli chiedevo se si stava comportando così per farsi lasciare mi diceva di no. L’ho quindi messo sotto pressione fino a quando ha tirato fuori le solite frasi… NON RIESCO AD INNAMORARMI DI TE … hai diritto di trovare qualcuno che ti ami, io non ci riesco… E di nuovo ho preso e me ne sono andata… questa volta però l’ho praticamente supplicato di non lasciarmi, e l’ho cercato il giorno dopo sperando che avesse cambiato idea,… nel concludere la telefonata gli ho detto che comunque gli volevo bene anche se mi aveva fatto del male e lui non so perché è scoppiato a piangere…

Ho nuovamente reagito, ho ricominciato a ballare, ad avere nuovi interessi, ad avere nuovi amici/che, mi sono buttata nel lavoro… Lo so come bisogna agire, ma questa volta non riesco a superare la situazione, per quanto sia forte non ce la faccio proprio, penso sempre a lui e non va bene, è deleterio, ma non riesco a fare altrimenti. Mia mamma dice che devo superare il tutto e basta, gli amici mi ascoltano e dispensano consigli che poi non seguono nelle loro relazioni e quindi mi trovo a non sapere come agire… sono anche andata da una psicologa, che mi ha detto di fare quello che già stavo facendo… servono tanti soldi per le sedute, soldi che non posso permettermi di spendere!… in particolar modo se mi sento dire cose che conosco benissimo…

Mi sono impegnata la vita tantissimo in questo periodo, non lasciando gradi spazi liberi per penare, facendo meditazione onde evitare di non dormire per mesi come le altre volte… forse devo solo far passare il tempo? Io temo di no e so che tutto deve partire dalla mia mente, ma non ci riesco questa volta… Non lo vedo dal 20 settembre, ma ogni tanto lo seguo su Facebook e questi ultimi giorni su una chat di incontri dove so che si è iscritto di nuovo (è la chat in cui ci siamo conosciuti noi)… non mi dite che sbaglio, lo so già, per settimane ho cercato di non guardare cosa sta facendo, ma poi si è fatto risentire con gli auguri e chiedendomi scusa per il suo comportamento e sono ricaduta nella spirale. Sta diventando un’ossessione!

Io vorrei tanto tornare insieme a lui per placare il dolore intenso che provo, ma contemporaneamente so che le cose si ripeterebbero nello stesso modo, lui poi sicuramente questa volta ha preso la decisione definitiva che è certamente quella migliore.

Sto male, di un male che non si può riferire con le parole!!! Purtroppo dobbiamo anche vederci perché dobbiamo restituirci delle cose! AIUTATEMI VI PREGO, NON SO COSA FARE! Grazie se mi vorrete rispondere!

Marianna

Ti ritrovi nella storia di Marianna? Hai attraversato qualcosa di simile? Commenta, o condividi la tua esperienza all’indirizzo levostrestorie@amaresano.com

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One comment

  • Dott. Luca Cometto

    Marianna sa già tutto.
    Sa cosa deve fare per “riprendersi” (“ho ricominciato a ballare, ad avere nuovi interessi, ad avere nuovi amici/che, mi sono buttata nel lavoro…”), sa cosa non deve fare (“ogni tanto lo seguo su Facebook e questi ultimi giorni su una chat di incontri dove so che si è iscritto di nuovo”). Sapeva anche dell’elevata probabilità di essere nuovamente lasciata quando l’ultima volta si è rimessa con lui (“ho comunque continuato a stare con lui con il timore continuo di esser nuovamente abbandonata”). Tutto questo però non l’ha comunque preservata dal rimettersi con lo stesso uomo (lo chiameremo Paolo) che già tante volte le aveva spezzato il cuore, né dal ritrovarsi nell’attuale condizione di sofferenza. Che cosa è successo?

    Intanto è successo che Marianna non ha potuto trovare piena soddisfazione ai propri bisogni: di affetto, di accudimento, di un sentimento coerente e continuativo, di una relazione che potesse divenire progetto: non ha potuto farlo per 4 volte.
    Sono certo situazioni che portano a riflettere sulla natura dell’Amore, sull’idea che se ne ha, sul significato che gli si attribuisce. È amore quando non si è corrisposti? È amore quando si sta male molto più di quanto non si stia bene? È amore quando si rinuncia ai propri bisogni più profondi, alla propria autostima, al proprio benessere pur di (re)stare con l’altro? È amore quando tutto viene tollerato pur di non provare l’angoscia di rimanere soli? Marianna potrà darsi le sue risposte…

    Quello che qui possiamo dire è che l’esperienza clinica della terapia di coppia ci mostra come l’amore incondizionato non sia mai fonte di benessere. Quando quell’Amore, che dovrebbe “dare”, “aggiungere” alla nostra vita, invece “toglie” in termini di serenità, energie, tempo, progettualità e vitalità, allora è importante trovare lo spazio e la lucidità per affrontare l’altro riposizionando le nostre istanze. Quando i bisogni, prima frustrati, diventano inderogabili, allora è il momento di ri-attribuirsi quel valore che ci eravamo persi per strada e di giocarlo pienamente nella relazione. Si tratta di un’attribuzione di valore che deve realizzarsi in prima battuta all’interno della persona portatrice di disagio: solo in seguito sarà possibile “spendere” la rinnovata consapevolezza del proprio valore nel rapporto con l’altro. È qualcosa che molto spesso avviene solamente quando si raggiunge il proprio “break-point”, quel personale punto di rottura che a volte rischia di essere punto di non ritorno, per la coppia.

    Quello che possiamo augurare a Marianna, qualora permettesse a Paolo un’altra chance, è di saper “rinegoziare” con lui intenzioni, sentimenti, progetti. Parlare francamente a se stessa, prima, e poi a lui, riguardo ciò che vuole sia l’Amore, ed una relazione d’Amore.

    Se invece questa storia non potrà più essere, Marianna dovrà far ricorso a tutte le sue qualità (che ben conosce) per guardare avanti alla sua vita ed al suo prossimo incontro, consapevole ora una volta di più di cosa non permetterà più le accada. Nella sua lettera ci scrive “vorrei tanto tornare insieme a lui per placare il dolore intenso che provo”: sopire una sofferenza forse non è la più auspicabile delle motivazioni per legarsi ad un altro essere umano. Per affrontare il dolore che prova, se dovesse protrarsi in maniera acuta e pervasiva, sarebbe utile un aiuto professionale: non per ricevere consigli sulla relazione o sulle “strategie scacciapensieri”, ma per parlare di Sé e del proprio dolore. Potrebbe non essere una forma d’aiuto dall’esito immediato, ma le conquiste che vi si fanno tendono a durare per tutta la vita…

    In bocca a lupo.

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