La Storia di Anna: “Questa relazione clandestina è amore?”

Ringrazio in anticipo chi si dedicherà all’ascolto della mia storia.

Ho 28 anni, sono fidanzata da circa sette. Tre anni fa con il mio ragazzo abbiamo fatto un viaggio in Portogallo, durante il quale abbiamo conosciuto il barman di un locale nel quale abbiamo trascorso le sere della nostra vacanza. Grazie a Facebook, al mio ritorno in Italia ho avuto la possibilità di contattarlo. E’ stato un colpo di fulmine. Sono passati tre anni, ma ancora ci scambiamo messaggi, a volte ci sentiamo su skype o per telefono. Ma il bello deve essere ancora detto.

All’inizio, quando ci scambiavamo messaggi, si era da poco lasciato con la sua fidanzata storica (9 anni di storia e con la quale dopo un paio di mesi è ritornato), quindi oltre a conoscerci, scambiarci apprezzamenti, informazioni sulle diverse culture, si parlava delle nostre storie d’amore, dei miei dubbi, (si intuiva che lui fosse ancora innamorato, una volta mi disse che non ha mai trovato degli occhi più belli di quelli della sua ragazza) e del fatto che non mi era mai capitata una storia del genere prima.

Tra di noi è sempre stato tutto molto naturale, semplice e sincero, sembrava che lo conoscessi da una vita. Lui all’inizio voleva venire in Italia a trovarmi, io gliel’ho proibito. Ma ecco che dopo due mesi ritorna con la sua ex (con preavviso), si preoccupa di come stavo e mi dice che anche se era felice, la sua testa era in Italia. Ci continuiamo a sentire e, nonostante i sensi di colpa, le cose si fanno sempre più forti e più intense. Ma ad un certo punto, dopo un litigio con la sua ragazza, ecco che mi viene a dire che si è finalmente deciso di andare a vivere con lei e che le ha regalato l’anello di fidanzamento. In Portogallo, l’anello ha un valore simbolico molto più sentito di quello che si attribuisce in Italia. E’ per sempre.

Dopo due anni, decido di andare da lui. Vado in vacanza con un’amica, e finiamo per dare concretezza a tutte le nostre fantasie e ai nostri sogni: facciamo l’amore. Ovviamente ci vediamo pochissimo, lui è costretto a nascondersi e comunque diventa tutto più complicato. Tra di noi è sempre stato tutto vero, ma la distanza, la diversità e il fatto che siamo due persone impegnate ha reso tutto difficile. Ma non è tutto. Fin qui, si potrebbe dire che la colpa è tutta mia, che me la sono cercata. Un mese fa, quindi esattamente un anno dopo, viene lui in Italia. DA ME. E rifacciamo l’amore. E il distacco mi crea quel dolore intenso di cui avevo già fatto esperienza.

Ora, premesso che con il mio fidanzato sicuramente ci sono dei problemi, e mettendo da parte questa situazione, cosa pensate della mia storia con il ragazzo portoghese? Posso essere innamorata di una persona che ho visto solo due volte nella mia vita e con cui sono stata benissimo? E’ una relazione clandestina o che altro? E il suo punto di vista, come vi sembra? Secondo voi, cosa c’è da parte sua? Fino a quando ci si limita a parlare in chat, tutto può essere idealizzato e smentito, ma nel mio caso ci sono fatti veri e sentimenti veri. Almeno da parte mia. Non penso che abbia attraversato l’Europa dal Portogallo all’Italia solo per una storia di sesso e sapendo che in tre giorni, ci saremmo visti solo poche ore perché anche io dovevo inventare delle scuse per trovarmi con lui. Aiutatemi a capire che storia è questa. Forse, e dico forse, sarei disposta a lasciare tutto per lui, se vedessi da parte sua la stessa convinzione. Tra tutti i problemi, non è da sottovalutare il fatto che ci separano migliaia di chilometri e una cultura diversa.

Ti ritrovi nella storia di Anna? Hai attraversato qualcosa di simile? Commenta o condividi la tua esperienza all’indirizzo levostrestorie@amaresano.com

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One comment

  • Dott. Luca Cometto

    Gentile Anna, la tua è una storia che parla di confusione, dubbi, distanza (non solo fisica) in amore.
    Hai scritto domande importanti: “Sono innamorata di questa persona?”, “Che cosa prova lui?”, domande complesse, alle quali certamente è difficile rispondere. Possiamo invece provare a suggerirti la direzione che potrebbero prendere le tue riflessioni ed il tuo sentire, per accompagnarti alle risposte che cerchi, perché possa essere TU a scegliere quale sentiero percorrere.
    Parlando delle comunicazioni a distanza con il ragazzo portoghese (per comodità lo chiameremo Carlos, che ne dici?) sottolinei che “Fino a quando ci si limita a parlare in chat, tutto può essere idealizzato e smentito, ma nel mio caso ci sono fatti veri e sentimenti veri.” E’ proprio così Anna, nella distanza si può tendere ad idealizzare, soprattutto quando ciò che abbiamo davanti non ci soddisfa. Ma lo stesso accade nelle relazioni caratterizzate da contatti saltuari, estemporanei: stare insieme per fuggenti attimi, sgravati dalla responsabilità che una relazione consolidata comporta, può essere vissuto come un’esperienza estremamente intensa ed appagante, finché dura. Al momento definisci Carlos “una persona che ho visto solo due volte nella mia vita e con cui sono stata benissimo”. Quanto debba durare non lo potete che stabilire voi: parlarvi di ciò che provate, e di ciò che fantasticate riguardo al futuro, potrà aiutarvi a capire meglio quello che state vivendo.
    Diverso è invece portare avanti una relazione consolidata, mantenere ed alimentare il legame, accettare ed assecondare le fisiologiche mutazioni che il sentimento attraversa nel corso del lungo cammino insieme, conoscere l’altro ed utilizzare virtuosamente questa conoscenza all’interno della coppia, imparare a riconoscere e gestire davvero i problemi e le incomprensioni.
    Forse è il caso dunque di tornare al presente della situazione, ed al grande escluso del tuo racconto: il tuo attuale compagno. Affermi che con lui “ci sono certamente dei problemi”, senza entrare nel merito. Una riflessione che potresti fare è questa “Quali condizioni hanno favorito, o permesso, il mio avvicinamento ad un’altra persona?”. Parlo di condizioni interne, non esteriori: cosa ha determinato in te la predisposizione, la disponibilità ad accogliere “un altro” da ben tre anni a questa parte?
    Se davvero con il tuo ragazzo ci sono dei problemi, come li stai affrontando? Con quali obiettivi? Verso quale direzione? Stai forse aspettando che Carlos ti “legittimi” a prendere delle decisioni riguardo alla tua coppia? Saresti “Disposta a lasciare tutto per lui, se vedessi da parte sua la stessa convinzione”: al momento che segnali ti ha dato? A cosa si è dimostrato disposto a rinunciare per te?
    Mi rendo conto che forse a questo punto avrai ottenuto più domande che risposte, ma a volte l’unica cosa davvero importante è farsi le domande giuste…

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