La Storia di Fabiana. Quando l’amore è a distanza.

Ciao, mi chiamo Fabiana e sono fidanzata da 5 anni e mezzo. Ho sempre pensato che lui fosse l’uomo della mia vita, lo penso ancora. Ma ho la testa che mi tormenta negli ultimi mesi. Lui è da 1 anno che lavora fuori e praticamente stiamo insieme solo 1 giorno a settimana, la Domenica! Mi chiedo se sia giusto vivere cosi a 22 anni.. o meglio non vivere! Mi manca ogni minuto.. non c’è mai se ho bisogno di lui! Lo amo e lui mi ama, e di questo ne sono certa.. Il mio futuro è lui..aiutatemi a non perderlo..

Ti ritrovi nella storia di Fabiana? Hai attraversato qualcosa di simile? Commenta o condividi la tua esperienza all’indirizzo levostrestorie@amaresano.com

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One comment

  • Nelle giovani coppie è sempre più comune il problema dell’amore a distanza, un po’ perchè spostarsi è molto più facile che in passato, ma anche perchè il mondo del lavoro odierno facilmente prevede mobilità e dinamismo. E per poter cogliere le occasioni molte coppie decidono di sacrificare il tempo insieme e vivere le loro storie a distanza. Purtroppo non è possibile dire se sia giusto o ingiusto, è quel che è. Una scelta difficile da affrontare per entrambi ma spesso unica via per poter trovare lavoro, crearsi possibilità. Specie se si è molto giovani. Chiaramente questo comporta uno stravolgimento estremo delle abitudini e della routine di una coppia. Ogni cambiamento così importante pesa e può creare del malessere, ma non necessariamente significa che quella coppia è destinata a perdersi, come teme la nostra giovane Fabiana.
    Certo, la distanza in una relazione può essere fonte di sofferenza, soprattutto se prima si era abituati diversamente. Leggendo questa lettera si sente il dolore e la paura, quella che prende il sopravvento se si pensa di non avere un futuro insieme alla persona che ama ma anche la rabbia di non averlo accanto “quando c’è bisogno di lui”. Se in parte la preoccupazione è giustificata, è anche vero che la distanza non è necessariamente una malattia inguaribile. Sulle prime può essere motivo di fatica, ma vivendo parte del tempo separati, si può imparare a gestire meglio la propria autonomia, non contare solo sulla presenza dell’altro. In questo caso poi, la storia è nata da giovanissimi, imparare anche a stare senza l’altro può avere dei riscontri positivi in termini di crescita personale e questo potrebbe, poi, diventare una forza per la coppia.
    D’altro canto, se non è scontato che la distanza segni la fine di una storia, è pur vero che entrambe le parti della coppia devono avere molto chiare aspettative e progetti comuni. Se il sentimento è forte ancora dopo un anno, si possono trovare strade che portano a ritrovarsi insieme in seguito. La lettera di Fabiana è breve e piena di emozioni, eppure molte cose non sono chiare. Ci si potrebbe, per esempio, chiedere qual’è il loro progetto comune, stare sempre separati o riunirsi dopo un periodo di tempo? Questo lavoro è per sempre o momentaneo? Sarà possibile un trasferimento da parte di uno dei due? E quali sono i programmi di Fabiana nel frattempo, studiare, lavorare, avvinarsi a lui è una possibilità? Rispondere a queste domande è importante per darsi insieme un traguardo a cui arrivare, un traguardo ogni giorno più vicino e su cui provare anche le proprie motivazioni a stare insieme. Le storie non si perdono troppo facilmente, se si fa attenzione in due. Chiaramente dipende dalla costanza che avrà la coppia nel dedicarsi a se stessa nonostante i chilometri, non solo con chat, messaggi, telefonate ( la tecnologia in questi casi aiuta molto) ma con incontri il più possibile frequenti, momenti e riti speciali che proteggano il comune desiderio e possano diminuire il senso di abbandono e distanza. La certezza del sentimento di cui parla Fabiana è una buona alleata, specialmente quando, i sacrifici che si fanno per stare comunque insieme, potranno sembrare troppo pesanti. Purtroppo, non abbiamo una risposta certa né formule magiche che possano dare altrettante certezze a questa giovane coppia, la strada è piena di buche e sarà spesso in salita, ma è comunque possibile percorrerla insieme, trovando come trasformarla in una parte della loro storia e non nella sua fine.

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