La Storia di Monica: puoi smettere per me?

Eccomi qui.

Sono una ragazza di 23 anni e mi ritrovo dopo quasi due anni di relazione a chiedermi se ne vale la pena o se sto perdendo tempo facendomi del male.
Quando lo conobbi, e iniziammo a frequentarci seriamente, misi in chiaro chi ero e quali fossero le mie intenzioni future. Sembrava avesse fatto lo stesso anche lui, ma una settimana fa mi è crollato il mondo addosso con tutte le mie certezze su questa relazione. Lui purtroppo ha una dipendenza da cannabis che lo ha portato a mettere a rischio tutta la relazione pur di nascondermelo.

Io non volevo e lui mi ha mentito. Viviamo insieme già da un po’ e di sera aspettava che dormissi per fumare, cosi io ero convinta che avesse smesso un anno fa, poco dopo l’inizio della nostra storia e la mia richiesta di smettere.


In questa relazione sicuramente ho tante colpe anch’io, una gelosia che non mi spiego. Inoltre è tutto sicuramente accentuato dal fatto che viviamo nella sua cittadina ed io qui non ho amici ne parenti (perchè torno su al mio paese solo per le vacanze).

Lui in questi giorni mi sta rinfacciando il mio modo sbagliatissimo di impormi ed ha ragione, ma non per questo credo sia giustificabile farmi credere di aver smesso.

Mi sento ingannata, perchè se avessi saputo che non avrebbe interrotto la sua dipendenza dall’inizio non avrei intrapreso una relazione, non voglio dover lottare e rischiare un domani di avere figli e non riuscire a trasmettergli i miei valori sull’uso di certe sostanze, perchè non ho mai sottovalutato l’uso delle droghe definite leggere.

Sarò esagerata ma proprio non riesco a concepire questo errore, ma allo stesso tempo mi sento malissimo a pensare di chiudere la relazione e per questo credo di avere una grossa dipendenza affettiva perché so ed ho capito che lui non mi ama quanto lo amo io. Quando abbiamo cercato di parlare io sono stata malissimo, ero sul letto a piangere che non ce la facevo a far nulla e lui a momenti cercava di rassicurarmi ma non riuscendo mi ha iniziato a dare tantissime colpe dicendo che lui ha sbagliato in questo e io in tutto il resto. Ammetto che ho le mie colpe e lui dice che non ne può più perchè si era adattato a me. Mi sta facendo ancora più del male dicendomi cattiverie gratuite, dovrei essere io quella arrabbiata, invece sto subendo offese e continui attacchi. Io con tutti i miei errori sono stata me stessa dal principio e ultimamente mi stavo sforzando di migliorare e infatti lui se ne era anche accorto e ne era felice e me lo ha detto anche in questi giorni.

Il padre ha avuto anche lui problemi di dipendenza da sostanze e lui lo usa come metro di paragone dicendo che il suo non è un problema e crede che quelle cose facciano meno male di cibi grassi o altre cose che si fanno quotidianamente.
La mia famiglia ultimamente me lo stava dicendo che merito di meglio, che non mi ama, ma io so che a modo suo lui ci tiene il problema è che non posso accontentarmi. Ma è difficile tagliare definitivamente.

Per di più lui sa quanto sto male perchè piango sempre, non mangio da una settimana e mi rendo conto che quasi mi manipola psicologicamente dicendo delle frasi che mi rilegano a lui non appena mi sto per allontanare. Mi sta vittimizzando incolpandomi di qualsiasi cosa ed è insostenibile.

Sono molto combattuta ed ho pensieri contrastanti…come se fossi impossibilitata a chiuderla anche se so che sarebbe meglio per entrambi.

Lui sicuramente ha bisogno di una persona meno rigida di me che lo comprenda e che non si imponga ed io ho bisogno di fare un lavoro su me stessa per migliorarmi.

 

Ti ritrovi nella storia di Monica? Hai attraversato qualcosa di simile? Commenta, o condividi la tua esperienza all’indirizzo levostrestorie@amaresano.com

Se ti è piaciuto quello che hai letto, condividilo sui tuoi Social Network
  • 6
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    6
    Shares

One comment

  • Cosa ferisce di più? La menzogna che viene scoperta o un comportamento che non si comprende nella persona che amiamo? Peggio che condanniamo? Certamente sono due aspetti forti e dolorosi nella lettera di Monica.

    Parliamo di una ragazza giovane, non lo sappiamo, ma è probabile che la sua sia la prima convivenza, la prima storia “seria”, la prima volta che si pensa a fare figli insieme, a diventare famiglia. Nell’entusiasmo dell’innamoramento si decide di provare a vivere insieme, lui fa una promessa che non ha la forza di mantenere, che non sente giusta molto probabilmente, e inizia un lungo periodo di sotterfugi per poter tenere viva la storia e la propria abitudine, che sembrerebbe essere una vera dipendenza a cui non vuole rinunciare.
    Non sappiamo i motivi dell’uno e dell’altra ma sappiamo che alla base di questa storia c’era questa promessa, il bisogno di Monica che lui smettesse. Oggi, scoperto, lui cerca di mettere tutte le colpe su di lei, le rimanda una eccessiva rigidità, la lascia piangere, non cambia posizione. Lei si prende la colpa ma sta male, piange, cerca supporto in una famiglia lontana e in una lettera che ci ha inviata. E di cui la ringraziamo.

    Cara Monica, prima di parlare di dipendenza affettiva, credo che la tua storia ci racconti la delusione d’amore attraverso cui passano tutte, o quasi, le storie di amore del mondo. La vostra, due anni, dovrebbe iniziare a farsi seria adesso, nella tua giovane età, stai comprendendo cosa desideri e di cosa hai bisogno in un amore, stai costruendo la tua idea di vita insieme. Dall’altra parte non trovi ascolto. Lui ce lo racconti lontano, come se il suo unico bisogno fosse non cambiare le sue abitudini, non rinunciare alla sua dipendenza. Sembrerebbe che non vi siate chiesti come risolvere il problema della coppia, che il vostro sia diventato un dolore singolo, tu sei con il tuo dolore, le tue lacrime, lui cerca di alleggerirsi prendendosela con te. Ma siete entrambi soli.
    Dopo l’innamoramento, la prima fase fantastica che ogni coppia dovrebbe vivere, c’è sempre un momento in cui lo sguardo smette di brillare e vediamo chi abbiamo di fronte per l’uomo/la donna che è, allora cade il velo dell’illusione che sia la persona perfetta e vediamo degli aspetti diversi di quella persona e ci dobbiamo chiedere, “Ora che lo/la vedo, posso amarlo/a? Ora che mi vede mi saprà amare?” La risposta è sì solo se si esce da una dimensione individuale e si pensa come coppia. Si diventa maturi insieme, si piange insieme, si cercano soluzioni insieme. Per farlo ci vuole ascolto, empatia, bisogni e obiettivi almeno in parte comuni. Nella tua storia Monica, c’è molta solitudine e poco pensiero di coppia, come se fosse un braccio di ferro in cui uno di voi deve vincere e l’altro farsene una ragione. Ma chiunque dovesse essere a “vincere” dopo potrebbe facilmente provare rancore sotto pelle, potrebbe continuare a cercare una rivincita e l’amore muore in un clima del genere, perchè ha bisogno di fatica, ascolto, tenerezza, risposte da creare insieme. Forse il vostro amore è ancora immaturo e tu cominci a comprenderlo. Si comprende da quello che scrivi in diversi punti, una parte adulta di te che rende chiaro quello che pensi più profondamente, la parte che non vuole un amore che mente e che lascia soli.
    Come quando scrivi di dover trovare come renderti più forte per allontanarti da una storia di cui non puoi fidarti, da qui probabile anche la tua gelosia “immotivata”, un amore che non sa investire nella coppia e fa male ad entrambi, perdendo il bello che di certo avete vissuto insieme.

    Ti auguro di trovare come e con chi lavorare su te stessa, di riuscire a seguire i tuoi bisogni affrontando le tue scelte. Anche se dovrai cambiare molto della tua vita. Mi sembra, comunque, che le tue risposte siano tutte pronte, che ci sia più chiarezza di quanto tu non creda.

    Ascoltati e abbi fiducia nella tua capacità di volare verso un amore dove sentirai di essere in due!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *