La Storia di Caterina: confusa tra due uomini così diversi

Ciao a tutti.
Sto vivendo da circa un anno un profondo sconforto dovuto alla fine della mia relazione.
Convivevo, una persona fantastica che mi ha davvero fatto comprendere cosa significa stare insieme; profonda sintonia, profonda alchimia intellettuale e profondo senso di protezione… mancava però l’attrazione fisica da parte mia; per anni mi son detta che non sarebbe stato fondamentale, che il suo essere cosi’ amorevole avrebbe cancellato anche quei difetti fisici che mi portavano a guardarlo con occhi critici anche a letto… Il sesso con lui era un compito, un dovere e sono alle volte un piacere. Fino a quando, incontro un ragazzo in mensa aziendale, che senza mai parlarmi ma semplicemente rivolgendomi uno sguardo, mi accende la passione.

Passione che tengo dentro per un anno intero, la mensa diventa per me il luogo più eccitante del pianeta! Fino a quando la passione non esplode nella maniera più incontrollabile possibile e mi trovo a dichiararmi con questo ragazzo, con il suo più totale stupore…
Esteticamente non è bello, ma è passione pura; è disorganizzato, frequenta ambienti totalmente differenti dai miei è senza regole ed ermetico… praticamente l’esatto contrario del mio convivente e mi è entrato nella testa e me l’ha sconvolta.
Ho fatto la pallina impazzita dall’uno all’altro per mesi poi ho lasciato il mio convivente e sono andata a vivere da sola…
Sfinita, a pezzi, delusa per aver gettato via 2 anni di storia ed 1 di convivenza con una persona perfetta sulla carta per una persona totalmente differente…
Mi sono aggrappata a questo nuovo ragazzo, ci siamo amati con passione per circa 5 mesi, ma il mio ex bussava alla porta della mia coscienza incessantemente ed il confronto con questo nuovo ragazzo era sempre vinto dal mio ex.
Fino a quando allo stremo delle forze, con crisi d’ansia sempre più evidenti ho deciso di mollare anche il nuovo ragazzo.
Sono sola adesso, l’idea di questi due uomini così diversi e così speculari che adoro l’uno per alcune cose e l’altro per altre, mi martella il cervello costantemente e mi ha annullata al punto di non sapere più chi sono, cosa voglia e chi cerco…
Sono sfinita e delusa di me, mi sento di aver fallito con entrambi ma soprattutto ho la paura costante di non trovare più l’amore che cerco.
Ho paura di star sola, ma so che è la cosa migliore da fare ora perché apparentemente non ho altre soluzioni.
Spero di recuperare la mia autostima e la mia energia che ho impiegato in queste due storie cosi’ differenti.
Grazie per avermi “ascoltata”.
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One comment

  • La storia di Caterina ci mostra in modo lampante ma anche drammatico il rapporto delle vicende amorose con il tema dell’Identità personale.

    La “messa alla prova” con l’Altro porta sempre, implicitamente o esplicitamente, ad interrogarsi su come si è fatti, sui nostri bisogni, sui nostri desideri, su quale sguardo abbiamo sul mondo, sul nostro “valore” ed i nostri “valori”. L’Altro ci rimanda un’immagine che talvolta può valorizzarci, entusiasmarci, elevarci, illuminarci, talvolta può invece deluderci, metterci in crisi, disturbarci, farci sentire in colpa, o addirittura spaventarci e deprimerci, come accade nelle relazioni più disfunzionali ad esempio.
    Caterina aveva da una parte “profonda sintonia, profonda alchimia intellettuale e profondo senso di protezione”, e dall’altra parte “passione pura”, sregolatezza, mistero. Le è capitato di Star Bene con due persone che pur le facevano vivere situazioni ed emozioni molto diverse, distanti fra loro. La crisi è partita proprio dall’interrogarsi sulla propria Identità: “Come posso io essermi coinvolta, essere stata bene, essermi spesa in due contesti, in due mondi così diversi e distanti? Chi sono io, cosa voglio, cosa cerco? Mi conosco veramente?!”.

    Questo c’è oggi nella testa di Caterina, e nel cuore un pervasivo senso di delusione e fallimento. Questi due sentimenti derivano forse da una forte necessità di avere le cose sotto controllo? Di conoscersi “una volta per tutte”? Di vivere in un sistema ordinato, definito, prevedibile? “Non avrei dovuto mettermi col mio ragazzo se non mi attraeva fisicamente!”, “Non avrei dovuto cedere alle tentazioni di un amante così diverso da me!” Forse può rassicurare il sapere che raramente le persone conoscono fino in fondo le ragioni di ciò che fanno: molto spesso le scelte hanno un motore prettamente emotivo, al di là di ogni congettura, riflessione razionale o preconcetto che si potesse avere. Per questo motivo il cercare di andare a ritroso nel cercare di analizzare spietatamente il percorso delle proprie decisioni, con l’illusione di capire lucidamente a quale bivio si è preso il sentiero sbagliato, si rivela un cammino faticoso e senza sbocchi che, come ben descrive Caterina, può portare a sentirsi “annullata”.

    Dal racconto di Caterina emerge un severo auto-giudizio, come se non avesse fatto LA scelta giusta, come se ce ne fosse UNA. Ma, in fondo, Le sue scelte sono state dettate da ciò che provava, e nessuno può dirle se ciò che provava fosse giusto o sbagliato. Sicuramente ha saputo assumersi la responsabilità di stare da sola quando si è resa conto che le cose stavano accendendo troppo velocemente, lasciando la consapevolezza, e la serenità, indietro.
    Ritroverà la perduta “autostima” e la fiducia “di trovare l’amore che cerca”, iniziando a ri-accogliersi, ad esercitare una certa autoindulgenza, ad accettare le maree emotive che l’hanno attraversata come dei segnali che non potevano e non dovevano essere ignorati.
    Qualcosa mancava prima, e qualcos’altro non andava dopo. Accade.
    Più importante del capire cosa mancasse e cosa non bastasse, è l’accettare che così è stato, e che non poteva far altro che ascoltare ciò che stava vivendo.

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